laguna di Venezia e le sue isole

Isole Minori di Venezia: 12 mete alternative lontane dalla folla

La Laguna di Venezia ospita molteplici tesori, non soltanto la celebre città sull’acqua. Sparse come gioielli sul mare, le cosiddette “isole minori di Venezia” offrono un’esperienza unica, ricca di storia, cultura e natura incontaminata. Lasciati alle spalle la folla di Piazza San Marco e immergiti in un itinerario a misura d’uomo, che ti farà scoprire l’anima nascosta di Venezia e piccoli tesori inaspettati.

Ogni isola ha una sua storia da raccontare, un’anima da scoprire. Lasciati guidare dalla tua voglia di scoperta e scegli quella che più stuzzica la tua curiosità, oppure, perché no, visitale tutte! Sarà un’esperienza indimenticabile. Inoltre, tieni presente che per visitare le Isole Minori, se non transiti per il centro storico di Venezia, non servono la prenotazione e contributo di accesso, in vigore da Aprile 2024. Maggiori dettagli puoi trovarli nel mio articolo dedicato al Ticket di ingresso.

Le isole minori di Venezia non sono solo una destinazione alternativa, ma un vero e proprio viaggio nel cuore pulsante della laguna. Un’esperienza che ti farà vivere la Venezia più autentica, ricca di storia, cultura, natura e tradizioni millenarie.

In questa guida scoprirai le caratteristiche di ogni isola della laguna di Venezia, troverai consigli utili per organizzare il tuo viaggio, conoscerai la storia e le tradizioni di questi luoghi unici. Preparati ad immergerti in un’esperienza di viaggio unica e fuori dai sentieri battuti del turismo di massa.

Murano, la magia del vetro artistico veneziano

Situata a nord-est di Venezia, Murano è conosciuta in tutto il mondo per la sua secolare tradizione nella lavorazione del vetro, di cui si hanno attestazioni già nel 600. Nel 1291 le vetrerie veneziane furono trasferite sull’isola per motivi di sicurezza; le fornaci causavano spesso incendi, che in città potevano essere devastanti. Murano è ancora oggi un centro di eccellenza per la lavorazione del vetro, e della storia del vetro e degli specchi di Murano ne parlo in modo approfondito nel mio articoloLe arti veneziane del vetro e degli specchi“.

Visitando il “Museo del Vetro“, potrete immergervi in una ricca collezione di oggetti in vetro, che raccontano la storia e l’evoluzione di questa tecnica artigianale quasi magica. Nelle numerose vetrerie è possibile ammirare i maestri vetrai all’opera, mentre creano oggetti in vetro di altissima qualità con la loro passione e maestria. Murano è il luogo ideale per acquistare oggetti in vetro unici e preziosi. Nelle vetrerie e nei numerosi negozi sparsi per l’isola troverete un’ampia scelta di creazioni artigianali, perfette per un regalo speciale o come ricordo della vostra visita.

Murano Glass

A pochi passi dal faro si trova la Cattedrale del vetro di Santa Chiara“, una chiesa sconsacrata che oggi ospita una fornace per la lavorazione del vetro, in una location esclusiva per eventi dove potrete vivere un’esperienza davvero unica. Trovate maggiori informazioni nel sito ufficiale.

Ma Murano non è solo vetrerie. L’isola è una piccola Venezia, tagliata in due dal “suo” Canal Grande, ricca di bei palazzi e scorci caratteristici. La Chiesa di S. Pietro Martire, costruita nel XIV secolo, ha un campanile in stile gotico ed un interno a tre navate ricco di straordinarie opere d’arte di artisti come Giovanni Bellini, Palma il Giovane, Tintoretto, Paolo Veronese. Il gioiello di Murano è però la Basilica di S. Maria e S. Donato, eretta dai profughi di Oderzo e di Altino nel XII secolo, con uno spettacolare pavimento a mosaico. Il Palazzo Da Mula , che ospita il Municipio, è invece del XIII secolo .

L’isola è raggiungibile in circa 20 minuti da P.le Roma e Ferrovia con i vaporetti Actv linea 3 . Sull’acquisto dei biglietti e orari trovate maggiori informazioni in fondo a questa pagina.

Burano, l’isola dei colori e dei merletti

Burano case colorate

Su Burano, le sue bellezze e la sua storia, ho scritto un articolo dedicato che puoi leggere qui. Per le tante cose interessanti da sapere su questa isola, che fu una delle prime ad essere colonizzata dagli esuli di Altino, ti invito a leggerlo e magari a lasciare il tuo commento. Tra le isole minori di Venezia è certamente la più caratteristica e la più fotografata.

Da P.le Roma o Ferrovia raggiungere la fermata “Murano Faro” con la linea 3, poi da lì raggiungere Burano con la linea 12. Il tutto in circa 1 ora e 15′ di viaggio. Se soggiornate a Jesolo o Cavallino conviene partire dal terminal Cavallino Treporti con la linea 12, che vi porta a Burano in soli 15′. Un’alternativa per chi soggiorna nei pressi di San Marco, è prendere la linea 7 a San Zaccaria, scendere alla fermata “Murano Faro” e poi imbarcarsi sulla linea 12 per Burano. Il tempo di viaggio è lo stesso. Maggiori informazioni sull’acquisto dei biglietti e orari le trovate in fondo a questa pagina.

Torcello, le origini della Serenissima

Situata nel cuore della laguna nord di Venezia, Torcello è un vero e proprio tuffo nel passato, tra orti, giardini e resti archeologici. Agli albori della storia di Venezia, Torcello era un insediamento molto popoloso, oggi conta una ventina di abitanti. Sì, avete capito bene. L’isola è ormai quasi disabitata, ma merita comunque di essere visitata, per l’ambiente naturale e per le importanti testimonianze del passato sparse in tutta l’isola. Torcello rimane una tappa quasi obbligata per chi visita le isole minori di Venezia, .

Iniziamo con un pò di storia. Nel 400 d.C. gli abitanti della vicina città romana di Altino, spinti dalle continue scorrerie dei barbari, fuggirono verso le isole protette dalla laguna e lì fondarono Torcello. L’insediamento si ampliò tra il V ed il VI secolo, diventando un importante e florido centro commerciale. Divenne anche sede del Vescovado e si dice vi fossero state erette ben cento chiese, di cui nel tempo si sono persi anche i nomi. Perché quindi questo progressivo declino? E perché Torcello ha comunque un posto così importante nella storia di Venezia?

A causa dei cambiamenti climatici e del progressivo interramento dei canali dovuto ai detriti portati dai fiumi Dese e Sile, la zona divenne paludosa ed insalubre; inoltre la troppa vicinanza alla terraferma non scongiurava le razzie dei barbari. Fu così che, mentre Torcello cresceva di importanza sotto l’impero bizantino, parte degli abitanti si spostò ancora di più verso la laguna, niente meno che in un luogo chiamato Rivo Alto. Vi dice qualcosa? Ebbene sì, in quel luogo oggi conosciuto come Rialto, iniziò la millenaria storia di VENEZIA. Sulla sua fondazione, che fu comunque un processo lungo e articolato, trovate ulteriori dettagli nel mio articolo Venezia e le sue origini.

Ma cosa resta dell’antica grandezza di Torcello e cosa si può vedere oggi? L’isola è un piccolo gioiello archeologico e paesaggistico grazie al recupero iniziato a metà dell’Ottocento. Scendendo dall’imbarcadero si sviluppa la “fondamenta” (riva, in veneziano) principale, che costeggia orti e giardini da un lato e un canale dall’altro. Lungo la fondamenta ci si imbatte nel famoso Ponte del Diavolo, legato ad un’antica leggenda locale, che potete leggere nel mio articolo Il Diavolo a Venezia. Si tratta di uno dei pochissimi ponti rimasti come in origine, ovvero senza parapetti.

Isole minori di Venezia-Torcello Locanda Cipriani

Proseguendo in questa oasi di pace e natura, troviamo qua e là palazzi signorili e qualche ristorante, tra cui la storica Locanda Cipriani. Qui lo scrittore statunitense Ernest Hemingway trascorse l’inverno del 1946 per scrivere il suo romanzo “Di là dal fiume e tra gli alberi“, dove citò appunto la famosa “casa rossa“. E sempre qui si innamorò della giovane nobildonna Adriana Ivancich, a cui si ispirò per il personaggio di Renata. Tra i tanti altri ospiti illustri della Locanda Cipriani ci fù anche Lady Diana.

Giunti all’unica piazza dell’isola si può notare il cosiddetto trono di Attila, un sedile in pietra che in realtà con Attila non c’entra nulla. Il re degli Unni non giunse mai a Torcello ed il trono veniva usato solo dai tribuni dell’isola per le pubbliche assemblee. Ma una credenza locale sostiene che sedersi sul trono di pietra porta fortuna alle donne che desiderano un figlio.

Sempre nella piazza si trovano il Museo di Torcello con i suoi preziosissimi resti archeologici d’epoca romana e la Chiesa di Santa Fosca, che fa parte del complesso della Cattedrale di Santa Maria Assunta. Questo fu ed è tutt’ora il principale luogo di culto dell’isola, e tra il XI e XII secolo accolse un ciclo di mosaici bizantini fra i più imponenti in Italia, di cui buona parte si può ancora ammirare.

Torcello è vicinissima a Burano, una sola fermata a poca distanza dall’isola dei merletti. Da P.le Roma o Ferrovia si raggiunge la fermata “Murano Faro” con la linea 3, poi si prende la linea 12 per Torcello. Il tutto in circa 1 ora e 15′. Per chi soggiorna nei pressi di San Marco prendere la linea 7 all’imbarco di San Zaccaria, scendere alla fermata “Murano Faro” e poi imbarcarsi sulla linea 12 per Torcello. Il tempo di viaggio è lo stesso. Se soggiornate a Jesolo o Cavallino conviene partire dal terminal Cavallino Treporti con la linea 12, che vi porta a Torcello in circa 20′. Sull’acquisto dei biglietti e orari trovate maggiori informazioni in fondo a questa pagina.

San Francesco del Deserto, un eremo di pace

Nelle vicinanze di Burano, poco a sud, esiste questo piccolo gioiello delle isole minori di Venezia. San Francesco del Deserto, è un’oasi di pace e spiritualità dove immergersi nella natura incontaminata, nella storia e nella fede francescana. Nel 1220, San Francesco d’Assisi approdò sull’isola, allora chiamata “Isola delle due vigne”, durante il suo viaggio di ritorno dall’Oriente. Colpito dalla bellezza del luogo, decise di fondarvi un convento, che divenne un importante centro religioso e culturale per secoli. Nel corso della sua storia, l’isola ha ospitato diversi personaggi illustri, tra cui artisti, letterati e uomini di chiesa.

Oggi, il convento è abitato da frati francescani che dedicano la loro vita alla preghiera, al lavoro e all’accoglienza dei pellegrini. Il convento e la chiesa di Santa Maria degli Angeli, con il suo campanile e il chiostro, sono visitabili con offerta libera. Il museo del convento ospita una collezione di oggetti d’arte sacra e reperti storici, mentre il sentiero francescano conduce ad un punto panoramico con una vista mozzafiato sulla laguna. Per chi desidera un’esperienza di raccoglimento e riflessione in un luogo sacro, San Francesco del Deserto è un’isola unica e speciale che merita una visita. Contattando direttamente il convento è possibile anche prolungare la propria visita per qualche giorno, per una esperienza spirituale unica.

L’isola è raggiungibile da Burano solo tramite barca privata prenotabile sul posto, vicino all’imbarco del vaporetto. Le visite sono tutti i pomeriggi escluso il lunedì, dal 1 Aprile al 30 Ottobre. Durata visita circa 1h30′, prezzo del trasporto13€.

Sant’Erasmo, gli orti di Venezia

L’isola di Sant’Erasmo, un altro gioiello delle isole minori di Venezia, è situata a nord della laguna di Venezia e da sempre conosciuta comel’orto di Venezia“, per la sua vocazione agricola secolare. L’isola è infatti caratterizzata da una distesa di campi coltivati a carciofi, vigneti, frutteti e orti. Fin dal Medioevo in questa terra si coltivavano frutti e ortaggi che rifornivano la vicina città. I prodotti di Sant’Erasmo sono rinomati per la loro freschezza e genuinità. In particolare, il carciofo violetto di Sant’Erasmo è un prodotto IGP (Indicazione Geografica Protetta) e un presidio Slow Food.

Carciofo violetto di Sant'Erasmo

Se al ristorante vi propongono le castraùre” sappiate che si tratta proprio di questo prodotto eccezionale , disponibile solo per 10/15 giorni all’anno. Sono i primi germogli dei carciofi, raccolti rigorosamente a mano verso la fine di Aprile, per lasciare spazio ai carciofi veri e propri, che si raccolgono fino a giugno inoltrato. Al carciofo violetto è anche dedicata una sagra nel mese di Maggio.

Le vigne locali producono fin dal 700 un vino bianco di eccellente qualità, che pare fosse il preferito da Casanova. La viticoltura a Venezia ha infatti una tradizione millenaria, in gran parte scomparsa dopo l’Acqua Granda del 1966 che inondò le coltivazioni lagunari. Fortunatamente, negli anni successivi, alcuni appassionati imprenditori hanno cercato e scovato in queste isole lagunari alcune piante superstiti. Da questi pochi esemplari, negli anni, sono state avviate piccole ma pregevoli produzioni che hanno riportato il vino in laguna. Per chi volesse approfondire l’argomento suggerisco l’articolo Le vigne cittadine di Venezia e della laguna di Cristian Chieregati.

L’isola di Sant’Erasmo è un’oasi di pace e tranquillità, lontana dalla folla della città di Venezia. Il ritmo di vita è lento e rilassato e i residenti sono persone cordiali e ospitali. Un luogo ideale per gli amanti della natura, con una grande varietà di sentieri da percorrere a piedi o con bicicletta noleggiabile sul posto. Nella parte sud dell’isola è presente anche una spiaggia sabbiosa dove poter fare un bagno ristoratore nelle limpide acque della laguna. Eh sì, perché qui, lontani dalla città, l’acqua è davvero pulitissima, e d’estate i veneziani usano fare il bagno e prendere il sole alla vicina Isola del Bacan.

Da vedere: la Torre Massimiliana, una torre di avvistamento costruita dagli austriaci durante l’occupazione, la Chiesa di Sant’Erasmo, del XII secolo, e il Museo del Carciofo violetto. Tra fine maggio e i primi di giugno si tiene la Festa del Cristo Re, festa religiosa ma accompagnata da eventi come la Regata di Sant’Erasmo, mostre, musica, mercatini e cucina tradizionale. Tra fine settembre e primi di ottobre si tiene la Festa del Mosto. Sant’Erasmo è anche un ottimo punto di partenza per escursioni in barca, alla scoperta di altre piccole perle della laguna di Venezia, come la vicina Isola delle Vignole o del Lazzaretto Nuovo, di cui vi parlo nel prossimo capitolo.

Partendo da P.le Roma o Ferrovia prendere il vaporetto linea 4.2 fino a Fondamente Nuove. Da qui si prende la linea 13 e si arriva a Sant’Erasmo. Consiglio la fermata Capannone. Il tempo di percorrenza è di circa 25 minuti per la linea 4.2, più 30 minuti per la linea 13. Il viaggio dura circa un’ora, considerando l’attesa per la coincidenza. Se soggiornate a Jesolo o Cavallino conviene partire dal terminal Cavallino Treporti con la linea 13, che vi porta a Sant’Erasmo/Capannone in circa 30 minuti. Sull’acquisto dei biglietti e orari trovate maggiori informazioni in fondo a questa pagina.

Lazzaretto Nuovo, le origini della quarantena

Situata all’inizio del canale di Sant’Erasmo, quest’isola era inizialmente conosciuta con il nome di Vigna Murada, e come tante altre isole lagunari ospitava un insediamento religioso. Nel Medioevo, sorgevano infatti un monastero e una chiesa intitolata a San Bartolomeo, entrambi edificati dai benedettini dell’isola di San Giorgio Maggiore. Nel 1468, la Serenissima istituì per prima al mondo la quarantena marittima“, il cui modello è stato poi seguito da tutte le nazioni; per la sua posizione strategica, l’isola venne quindi adibita a luogo di prevenzione dei contagi. Qui le merci potenzialmente pericolose venivano controllate e sottoposte a trattamenti di disinfezione, tramite fumigazioni di erbe aromatiche.

Anche le persone venivano visitate accuratamente, e se presentavano sintomi di malattia infettiva, venivano inviate all’ospedale del Lazzaretto Vecchio altra isola prospicente al Lido. Ad oggi Lazzaretto Vecchio non è visitabile, in attesa di completamento di un programma di recupero, avviato nei primi anni del 2000, e della realizzazione del “Museo archeologico nazionale della Laguna di Venezia”. Le parole “quarantena “e “lazzaretto” hanno avuto origine da quelle pratiche ed in quei luoghi, come spiego nel mio articolo espressioni comuni nate a Venezia. L’edificio principale dell’isola, il “Tezon grande”, era l’edificio pubblico di Venezia più grande dopo le Corderie dell’Arsenale. Al suo interno si trovano tutt’oggi iscrizioni lasciate dalle persone che lì trascorsero la quarantena.

Durante l’occupazione francese e austriaca l’isola fu adibita a fortilizio, e anche l’esercito italiano la utilizzò, fino al 1975. Numerosi interventi conservativi e di restauro ne hanno determinato il pieno recupero e dal 1977 è in concessione all’Associazione di Volontariato “EKOS CLUB”. Particolarmente nel periodo estivo, sull’isola vengono svolti seminari e laboratori di natura archeologico/culturale/didattica rivolti sia agli adulti che ai ragazzi. Il Lazzaretto Nuovo è visitabile solo con guida e prenotando per tempo su Eventbrite.it oppure scrivendo a info@lazzarettiveneziani.it per gruppi e visite speciali. Ingresso 10€ intero, 5€ ridotto per ragazzi fino a 14 anni.

Partendo da P.le Roma o Ferrovia prendere il vaporetto linea 4.2 fino a Fondamente Nuove. Da qui si prende la linea 13 per Sant’Erasmo. Attenzione: la fermata Lazzaretto Nuovo è a richiesta! Il tempo di percorrenza è di circa 25 minuti per la linea 4.2, più 30 minuti per la linea 13. Il viaggio dura circa un’ora, considerando l’attesa per la coincidenza. Ovviamente se siete già a Sant’Erasmo il percorso è di pochi minuti, ma ricordate che si tratta sempre di fermata a richiesta! Sull’acquisto dei biglietti e orari trovate maggiori informazioni in fondo a questa pagina.

Le Vignole, o L’isola delle Sette Vigne

Situata nella laguna nord, tra Sant’Erasmo e La Certosa, l’isola delle Vignole è un’altra piccola perla tra le isole minori di Venezia. Era conosciuta e apprezzata già dai nobili romani di Altino, che qui venivano a villeggiare, col nome di “Biniola o Isola delle Sette Vigne”. L’isola ospita una piccola chiesa con campanile del VII secolo,  intitolata a Santa Maria Assunta e Santa Eurosia. Come per la vicina Sant’Erasmo, l’isola ha una vocazione prettamente agricola: dai suoi orti ogni giorno venivano portati al mercato di Rialto i prodotti della terra.

Tramite un ponte su uno stretto canale, l’isola delle Vignole è collegata all’isola del forte di Sant’Andrea, eretto nel 1500 in difesa dai Turchi. Questa parte orientale dell’isola è tutt’oggi zona militare e ospita gli eredi dei “Fanti da Mar” della Serenissima, ovvero i nostri marines del “Reggimento Lagunari Serenissima”. L’isola conta oggi una cinquantina di abitanti, ma è molto amata dai veneziani che nei fine settimana vengono per una gita o per pranzare in una delle caratteristiche trattorie con pergolato e giardino. Se siete alla ricerca di un luogo tranquillo e autentico lontano dal caos turistico di Venezia, le Vignole sono l’isola perfetta per immergersi nella natura e per gustare prodotti freschi di alta qualità a chilometro zero.

L’isola delle Vignole è facilmente raggiungibile con la linea 13 del servizio dei trasporti pubblici ACTV, da Fondamente Nuove passando per Murano, o da Cavallino-Treporti passando per Sant’Erasmo. Maggiori informazioni sull’acquisto dei biglietti e orari le trovate in fondo a questa pagina.

La Certosa

Situata tra Venezia Sant’Elena e Lido, come gran parte delle isole lagunari deve il suo nome ad insediamenti monastici. Infatti fu inizialmente sede di un monastero Agostiniano, eretto nel 1189. Nel 1424 venne edificato un chiostro chiamato “Galilea”, destinato ad accogliere 15 frati Certosini, da cui il nome dell’isola. Nel 1492 venne edificata la chiesa di Sant’Andrea Apostolo che conteneva delle preziose opere di Tiziano, di Palma il Giovane, del Vivarini e di Tintoretto; all’interno di questa chiesa vennero sepolti due Dogi, Nicolò Marcello e Alvise Pisani.

Con l’occupazione francese i monaci vennero allontanati, l’isola venne spogliata delle sue opere d’arte e divenne avamposto militare. Fino al 1958 ospitò una fabbrica di munizioni e diversi reparti militari italiani, fino al definitivo abbandono alla metà del secolo scorso. Nel 1985 prese il via un programma di recupero voluto dal “Comitato Certosa” e negli ultimi anni, grazie alla creazione del Polo Nautico “Vento di Venezia”, l’isola è ritornata ad animarsi.

Oggi ha un ruolo importante nel settore della vela, della diportistica e della cantieristica, con una darsena da 300 posti. Una struttura ricettiva comprendente un ristorante ed un albergo consente anche il pernottamento. Tra le attività legate alla nautica è possibile noleggiare una canoa o una piccola imbarcazione a motore elettrico per conoscere le isole più vicine, come le Vignole. Inoltre, si possono fare delle belle escursioni a piedi nella vasta zona verde, che nasconde ancora numerosi edifici militari abbandonati. L’unico edificio storico rimasto integro è il “Casello delle polveri“, struttura seicentesca per le munizioni militari, oggi sede di eventi e convegni.

La Certosa è servita dai mezzi di navigazione pubblici, linee 4.1 e 4.2 ma solo come fermata a richiesta. Un servizio navetta organizzata dai gestori del Polo Nautico è disponibile per le fasce orarie meno servite. Sull’acquisto dei biglietti e orari trovate maggiori informazioni in fondo a questa pagina.

San Giorgio Maggiore, la vista più bella su Venezia

L’isola di San Giorgio Maggiore, dista poche centinaia di metri dal salotto di Venezia, ovvero piazza San Marco ma questo basta a renderla il luogo ideale per chi desidera abbandonare la folla della città ed immergersi nella bellezza della natura, dell’arte e della cultura. Qui si può visitare la Basilica, con la sua splendida facciata bianca che si affaccia sul bacino di San Marco e ci accoglie all’arrivo. Iniziata nel 1566 su progetto di Andrea Palladio, fu terminata nel 1610 a 30 anni dalla sua morte. Al suo interno si trovano numerose opere d’arte di rara bellezza, di artisti come Tintoretto (padre e figlio), Palma il Giovane, Jacopo da Ponte.

Anche il refettorio dell’annessa abbazia benedettina fu costruito dal Palladio, e conteneva la bellissima tela del Veronese Le Nozze di Cana“, trafugata da Napoleone e portata al Louvre. L’attuale campanile, alto 75 m, fu in vece eretto nel 1791 dopo il crollo del precedente del 1467. Dalla sua bianca cella campanaria si può ammirare un panorama mozzafiato su Venezia e la laguna; si sale in ascensore, ed il biglietto costa 8€, ridotto a 6€ per studenti fino a 25 anni e over 65 (solo contanti-no cards).

Nella sua storia, iniziata nel 982 con la donazione dell’isola all’abate Giovanni Morosini da parte del Doge Tribuno Memmo, San Giorgio Maggiore fu dapprima centro religioso, poi prigione e successivamente deposito di armi, fabbrica e distretto militare. Rimase un presidio militare anche sotto i governi dell’Impero austro-ungarico e del Regno d’Italia, andando incontro ad un drammatico deperimento. Fortunatamente nel 1950 l’abbazia e le strutture adiacenti furono date in concessione alla Fondazione Giorgio Cini, che si occupò del loro recupero facendone un importante centro culturale che ospita eventi di prestigio.

Nei giardini dell’abbazia è presente dal 2011 il Labirinto di Borges, uno splendido omaggio allo scrittore argentino Jorge Luis Borges, voluto dalla moglie a 25 anni dalla sua morte. Dalla sommità del campanile è possibile vederne il particolare disegno ispirato al suo libro “I giardini dei sentieri che si biforcano”. Tutte le visite alle strutture dell’isola sono gestite tramite prenotazione dal sito visitcini.com , ad eccezione della basilica, aperta al pubblico tutti i giorni dalle 9 alle 19 e del campanile.

L’isola di San Giorgio Maggiore è facilmente raggiungibile con la linea 2 del trasporto pubblico ACTV, in circa 45′da P.le Roma o Ferrovia, in circa 5 minuti da San Marco/San Zaccaria. Sull’acquisto dei biglietti e orari trovate maggiori informazioni in fondo a questa pagina.

San Servolo, l’isola della follia reclusa

La storia di questa piccola isola della laguna di Venezia è sempre stata legata all’accoglienza dei deboli ed emarginati. Il primo insediamento di monaci Benedettini risale al VII secolo, e per oltre un millennio ospitò comunità di monaci e suore che qui si rifugiavano per anzianità o malattia. Dal 1700 la Serenissima rese l’isola anche ricovero per i feriti che tornavano a Venezia dagli scontri con i Turchi. L’assistenza medica era affidata ai “Padri ospedalieri di San Giovanni di Dio”, in seguito divenuti “Fatebenefratelli”, esperti farmacisti, medici e chirurghi.

Con l’occupazione francese San Servolo divenne ospedale militare a tutti gli effetti, e nel 1798 fu dichiarato “Manicomio Centrale del Veneto, Dalmazia e Tirolo“, funzione che poi segnerà l’isola per gli anni a seguire. Nel 1978 il manicomio venne chiuso a seguito della riforma della psichiatria, conosciuta come “Legge Basaglia”. Oggi è possibile visitare il Museo del Manicomio, denominato “Della follia reclusa”, creato nel 2006 con lo scopo di mettere in evidenza la dimensione emarginante dell’istituzione manicomiale.

L’isola è proprietà della Città Metropolitana di Venezia, ex Provincia, che dal 1990 ha iniziato il suo recupero architettonico e ambientale. Oggi San Servolo è un centro di promozione multiculturale. Vi trovano sede tra gli altri il Collegio Internazionale dell’Università Ca’ Foscari, una sezione staccata dell’Accademia di Belle Arti di Venezia e la Venice International University. L’isola presenta anche uno splendido parco, uno dei più grandi di Venezia, in cui si possono ammirare anche alberi antichi e di lontana provenienza, come la palma delle Canarie o i pini d’Aleppo, e diverse sculture permanenti di artisti contemporanei. Per chi lo desidera è possibile soggiornare nella struttura, che mette a disposizione 170 camere. Informazioni sul sito ufficiale.

L’isola si trova a circa 10 minuti da Venezia, raggiungibile con il trasporto pubblico tramite la linea 20 che parte da San Zaccaria. Sull’acquisto dei biglietti e orari trovate maggiori informazioni in fondo a questa pagina.

San Lazzaro degli Armeni, isola della cultura

L’isola di San Lazzaro degli Armeni, una delle tante isole minori di Venezia, ha un’estensione di soli 7000mq e si trova a ridosso dell’isola del Lido, a circa 2 chilometri da Venezia. Si tratta di un luogo ricco di storia, come sempre in laguna. In realtà, l’isola divenne “degli Armeni” solo nel 1717, quando fu data dalla Serenissima ad un gruppo di monaci armeni in fuga dalla persecuzione turca. Prima di allora, per la sua posizione lontana dalla città, l’isola era stata utilizzata nel XII secolo come lebbrosario, da cui il nome essendo San Lazzaro protettore dei lebbrosi.

Nel ‘600 fu dimora dei Domenicani espulsi da Creta, quindi seguì un lungo periodo di abbandono. L’Abate Mechita di Sebaste, detto “Mechitar, assieme ai suoi 17 monaci, restaurò la chiesa esistente e fondò un nuovo monastero. Ben presto l’isola divenne un centro di cultura e scienza, destinato a mantenere in vita la cultura e le tradizioni del popolo armeno. La sua pinacoteca ospita molte opere d’arte di artisti famosi, tra cui Alessandro Varotari detto il Padovanino e Gian Battista Tiepolo.

Nel 1784 fu costruita anche una tipografia, che nel corso del XIX secolo pubblicò opere scientifiche, letterarie e religiose in trentasei lingue e dieci alfabeti diversi. Nel XIX secolo fu realizzata anche una splendida biblioteca, che oggi ospita circa 170.000 volumi, di cui 4.500 sono manoscritti, oltre a manufatti arabi, indiani ed egiziani, raccolti dai monaci o donati, e persino una mummia egizia. Per chi ama la cultura storica e l’arte senza tempo, una visita a San Lazzaro degli Armeni è un’esperienza unica, una tappa quasi obbligata tra le isole minori di Venezia.

L’Isola è raggiungibile con il trasporto pubblico (ACTV) prendendo la linea 20 a San Zaccaria. Sull’acquisto dei biglietti e orari trovate maggiori informazioni in fondo a questa pagina. Per visitare l’isola è necessaria la prenotazione contattando telefonicamente il Monastero (+39) 0415260104 o scrivendo a visite@mechitar.org.
Sono previste solo visite guidate. Ingresso con offerta minima 10€ a persona.

San Michele in Isola, il cimitero monumentale

Posto a nord della città e vicina a Murano, si trova San Michele in Isola, un luogo che da poco più di 2 secoli è stato scelto come ultima dimora veneziana da molti personaggi illustri. Le isole in origine erano 2, San Michele e San Cristoforo della Pace, divise da un canale. La chiesa di San Michele del 1469, dell’architetto lombardo Mauro Condussi, è considerata come la prima chiesa rinascimentale di Venezia, che ha ispirato molte altre chiese dell’epoca. Accanto alla chiesa vi erano la Cappella Emiliani e un grande monastero con un bel chiostro. Nel Rinascimento il complesso di San Michele divenne un centro di straordinaria cultura grazie ai suoi numerosi letterati, umanisti e teologi. 

Nel 1809 le regole introdotte dall’occupazione francese stabilirono che i luoghi di sepoltura dovevano stare fuori dai confini cittadini, e così San Cristoforo divenne il cimitero di Venezia. La chiesa ed il convento dei padri Eremitani di Sant’Agostino furono demoliti, il terreno rialzato di due metri e perimetrato da mura. Ben presto però lo spazio si mostrò insufficiente, pertanto si decise di interrare il canale che le divideva e unire le 2 isole. Ulteriori ampliamenti sono avvenuti anche in epoca recente, con la costruzione della “Corte dei 4 Evangelisti”, ad opera dell’architetto inglese David Chipperfield.

Sono molti gli artisti e personaggi illustri che riposano sull’isola, tra questi: il compositore Igor Stravinsky, il premio Nobel per la letteratura Josif Brodzky, il poeta Ezra Pound, l’allenatore Helenio Herrera, l’impresario e direttore artistico Sergej Djagilev, la scrittrice e nipote di due dogi Giustina Renier Michiel, il pittore Emilio Vedova, solo per citarne alcuni.

San Michele in Isola è raggiungibile con il trasporto pubblico (ACTV) prendendo la linea 4.2 da P.le Roma o Ferrovia. Maggiori informazioni sull’acquisto dei biglietti e orari le trovate in fondo a questa pagina.

Altre isole minori di Venezia

Quelle elencate sono le isole minori di Venezia di maggior rilievo storico, ma la laguna ha tante altre isole che hanno contribuito nel tempo alla vita della Serenissima. Sono isole ormai disabitate e che non hanno collegamenti con la città, ma che si possono ugualmente visitare se si dispone di una imbarcazione, per riscoprire antiche memorie. A cominciare da San Giacomo in Paludo, vicina a Murano, e Madonna del Monte, vicina a Burano, o ancora San Giorgio in Alga, piccola isola tra Giudecca e Fusina. Come tante altre isole lagunari, che ebbero una ricca storia ma che con l’occupazione francese furono spogliate da chiese e conventi, e convertite in postazioni militari successivamente abbandonate.

Altre isole sono private e non visitabili, come Santa Cristina, situata a nord di Treporti, che deve il nome alle spoglie della Santa, portate qui nel 1300 e poi traslate a Venezia. O come Santo Spirito, situata tra Poveglia e San Clemente, un’altra isola che ha vissuto anni di abbandono ed ora è di proprietà di imprenditori padovani, con un progetto di recupero che probabilmente vedrà sorgere l’ennesimo resort.

Acquistare i biglietti per la tua esperienza a Venezia

Informazioni specifiche sui costi dei biglietti e come risparmiare le trovate nel mio articolo dedicato mobilità e biglietti“. Un valido aiuto per organizzare i tempi di viaggio è usare la mappa interattiva dei servizi di navigazione, da dove si possono visualizzare anche tutti gli orari dei battelli e calcolare le coincidenze. Se invece desiderate risparmiare tempo, potete scegliere le facili soluzioni proposte qui sotto:

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