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Venezia e le sue origini: 1600 anni di storia straordinaria

La storia di Venezia si perde nei secoli. Le prime tracce di insediamenti nella laguna risalirebbero ai primi secoli dell’Impero Romano. Ad Altino, località ai margini della laguna che ospita un Museo Archeologico, un vero e proprio centro abitato fu fondato dai Paleoveneti all’inizio del I millennio a.C.. Dalla fine del VI secolo a.C. Altino rappresentava ormai un porto di notevole importanza, tappa obbligata per i traffici mercantili dell’Adriatico. Con il susseguirsi delle incursioni da parte di Unni e Longobardi, la gran parte della popolazione ed i poteri ecclesiastici si spostarono a Torcello, isola della laguna che si era sviluppata parallelamente ad Altino e che per secoli fu importante centro commerciale e politico bizantino. Nel frattempo nasceva Venezia.

Quando nasce ufficialmente Venezia?

sangiacometo 1

La tradizione veneziana fa risalire la nascita della città alla data del 25 marzo 421 d.C., quando tre consoli padovani furono inviati nella laguna veneziana con la missione di trovare un luogo sicuro per un porto commerciale. Nel corso di quella spedizione fu posta la prima pietra della chiesa di San Giacomo di Rialto, “San Giacometo” per i Veneziani. La chiesa si trova qui proprio ai piedi del Ponte di Rialto, nella zona del mercato. In realtà la fondazione della città è stata un processo intermittente, come si può ben immaginare. La data risponde più alla tradizione che a un evento storico concreto, anche se così viene riportata nelle cronache ufficiali.

Dove viene fondata Venezia?

Venezia venne fondata nel delta di 8 fiumi: Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Sile, Brenta, Adige e Po. In questa immensa gronda lagunare c’erano 27 porti, con sbocchi al mare: Comacchio, Magnavacca, Volano, Goro, Gnocca, Donsellina, Scaeta, Camelo, Tolle, Maestra, Levante, Fossone, Brondolo, Chioggia, Pellestrina, Portosecco, Malamocco, Venezia, Sile, Cortellazzo, Piave, Caorle, Portobuso, Falconera, Margherita, Tagliamento e Grado.

Originariamente Venezia sorgeva su 80 isole, 27 delle quali scomparse nel corso degli anni. Oggi ne restano 53, alcune delle quali abbandonate e in condizioni precarie. Tra le più famose ritroviamo Torcello, anche se ormai quasi disabitata, Murano, Burano, Malamocco.

Sotto alle fondamenta in pietra d’Istria, milioni di tronchi reggono il peso dei suoi palazzi e delle sue chiese, come un immenso sistema di palafitte. Tutto questo legno, che si è potuto conservare grazie al fango nel quale è immerso, rappresenta una geniale soluzione ingegneristica. Questa struttura permette infatti alle costruzioni di assorbire gli inevitabili movimenti dovuti ad un suolo paludoso.

mappa antica

La città era divisa originariamente in “Sestieri”, ovvero 6 parti amministrative dalle quali si esigevano le tasse o “decime“:

  • San Marco, che è il sestiere più antico e al centro della città.
  • San Polo, il più piccolo, dove si trova il Ponte di Rialto.
  • Cannaregio, a nord, domina tutta la laguna interna.
  • Castello, che è il sestiere più grande e popoloso.
  • Santa Croce, l’unico dove oggi circolano le auto, essendo il più vicino al collegamento con la terraferma.
  • Dorsoduro, nella zona a sud della città, che comprendeva l’isola della Giudecca.

L’isola della Giudecca, a sud, è un insieme di 8 isole che si affaccia sull’omonimo canale, di fronte a Dorsoduro. La riva veneziana che da Dorsoduro guarda alla Giudecca viene chiamata “Fondamenta delle Zattere“. Originariamente isola di orti e giardini poco popolata, nel 1800 la Giudecca viene riconosciuta come “settima suddivisione di Venezia. Tant’è che la numerazione delle sue abitazioni è diversa da quella di Dorsoduro. Ma la dicitura “sestieredelle suddivisioni originarie rimane però ancora oggi in tutte le descrizioni della toponomastica Veneziana.

La Serenissima Repubblica di Venezia

La Repubblica di Venezia fu la più longeva del mondo, durò più di 1000 anni, dal 697 al 1797, anno in cui con il trattato di Campoformio la Francia Napoleonica si spartì il Nord Italia con l’Arciducato d’Austria, al quale furono assegnati Venezia e tutti i suoi territori.

La Repubblica Veneziana era dettala Serenissima dall’appellativo Serenissimo, che veniva dato al Doge. La parola “Doge” deriva dal latino “Ducem” (comandante) e indicava appunto la massima autorità della Repubblica. Vi furono 4 sedi Dogali nel corso dei secoli, che ospitarono 120 Dogi. La prima sede fu istituita a Eraclea, poi seguirono Malamocco (isola del Lido), quindi Rialto ed infine San Marco.

Palazzo Ducale Venezia

Nella Repubblica neanche il Doge era esente da punizioni. A 26 Dogi fu tolta la carica con disprezzo, alcuni furono accecati e altri decapitati: Marino Falier fu l’ultimo Doge ucciso, nel 1354. L’ultimo Doge fu invece Ludovico Manin, che di fatto sciolse la Repubblica nel 1798, giurando fedeltà al nuovo governo austriaco. Da quel momento, ogni qualvolta osava farsi vedere in giro, veniva pesantemente insultato dai veneziani . Inoltre, per via della salute precaria, l’aspetto malaticcio e la debolezza come Doge, i veneziani lo avevano soprannominato “sior spavento”. Ancora oggi a Venezia, quando qualcosa va storto, si impreca contro Manin.

Nonostante la Serenissima abbia combattuto oltre 200 guerre di espansione contro altre città come Milano e Genova, contro i Turchi, i Saraceni e i pirati della Morea (penisola del Peloponneso), i popoli della federazione veneta hanno goduto di oltre 300 anni di pace nei loro territori. La massima espansione veneziana, tra il 1400 ed il 1500, iniziava dalla Grecia, fino ai confini con Milano sul fiume Adda.

Territori Repubblica Serenissima di Venezia
ducati

Per avere un’idea dell’economia veneziana tra il XIV e XV secolo, la Zecca coniava fino a 2 milioni di ducati d’oro all’anno. Gli scambi commerciali, solo con il Ducato degli Sforza a Milano, valevano circa 35 milioni di ducati d’oro all’anno. Considerato che 1 ducato d’oro= circa 100euro di oggi, fate le debite proporzioni.

Il mondo del lavoro era molto ben regolamentato: fin dal 1200 per più di 140 mestieri esistevano già le “Mariegole”. Le Mariegole erano veri e propri capitolati che davano precise regole riguardo all’esecuzione dei lavori e la qualità dei prodotti. In pratica, una sorta di statuto dei lavoratori riguardante diritti e doveri delle diverse categorie, simili a quelli attuali. Su questi statuti l’autorità vigilava molto attentamente e severamente.

Il simbolo del Leone Marciano

leone san marco

Come e quando nasce il simbolo di Venezia, il Leone Marciano? Ebbene, quasi tutto ciò che si racconta sulle origini del Leone e dei relativi vessilli, è solo una simpatica leggenda. Ma cerchiamo di saperne di più.

Il leone alato rappresenta San Marco, patrono di Venezia, ma in realtà San Marco entra relativamente tardi nella simbologia veneziana: da metà Duecento, nonostante fosse diventato patrono già da quattro secoli. In precedenza a sorvegliare le sorti di Venezia era stato designato il bizantino San Teodoro, patrono dell’esercito, che veniva esibito in coppia con San Giorgio. Curioso che a uccidere il drago fosse proprio San Teodoro (come si vede sulla colonna in piazzetta) e che in un secondo tempo sia avvenuta l’inversione e ad ammazzare il drago sia invece diventato San Giorgio. 

Venezia colonne di San Marco e San Teodoro
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Anche se Marco prende il posto di Todaro (Teodoro in veneziano), ci vorrà un bel po’ per vedere comparire il leone. La sua prima apparizione accertata è del 1261 in un sigillo ducale che lo ritrae “in moeca“, ovvero accovacciato con le ali ai lati, come un granchio. L’esordio dell’esemplare scolpito sulla pietra risale invece al 1317 e si trova conservato nel battistero del duomo di Capodistria. Del 1355 sono infine i mosaici con il vessillo della Serenissima accolti nella cappella di Sant’Isidoro, nella basilica di San Marco.

Il bassorilievo con il Leone Marciano si può trovare su case e palazzi in tutte le regioni che un tempo fecero parte della Repubblica, anche se dopo sua la caduta molti furono rimossi dai successivi governi. Il leone più lontano si trova in Russia, nel museo di Novocherkassak: era stato scavato nel 1881 alla Tana, l’ex colonia veneziana alle foci del Don, sul mar d’Azov, e decorava una pietra tombale della famiglia Corner.

La bandiera di Venezia

Molte sono le versioni più o meno veritiere sulla nascita del più riconoscibile vessillo di Venezia, con il leone dorato in campo rosso che rappresenta San Marco, patrono della città. Il leone ha accanto un libro aperto con la scritta “PAX TIBI MARCE EVANGELISTA MEUS”, (Pace a Te Marco Evangelista Mio). Una caratteristica distintiva della bandiera sono le 6 frange, a rappresentare i 6 sestieri originari di Venezia. Le frange servono anche per evitare i danni causati dal vento: una volta deteriorate possono essere facilmente rimpiazzate. I suoi colori rosso e oro derivano dall’Impero Bizantino, di cui Venezia fece parte come Provincia fino al 697 d.C., data in cui nasce la Repubblica Serenissima.

venezia leone san marco

Esistevano anche versioni bianche o azzurre, che venivano utilizzate nello “Stato de tera“, ovvero in terraferma, mentre il rosso era usato solo dall’Armata, come veniva chiamata la potente flotta navale. Una versione in cui il leone brandisce la spada ed il libro è chiuso veniva utilizzata sulle navi da guerra. In realtà, molte varianti dipendevano anche dall’estro di chi le dipingeva.

Recenti studi fissano nel 1261 la comparsa del vessillo ufficiale così come lo conosciamo oggi. Fino ad allora sul campo rosso o azzurro comparivano altri simboli, come una croce greca con quattro palle. Tra il Quattrocento ed il Cinquecento il leone effigiato sui vessilli marciani diviene definitivamente andante. Oggi è anche il vessillo della Regione del Veneto, che nelle sei frange ha i simboli delle 6 provincie che ne fanno parte.

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