Poveglia, davvero un’isola maledetta? Ecco la verità.
L’isola di Poveglia si trova a sud della laguna, tra la Serenissima e il porto di Malamocco, quartiere meridionale del Lido. In realtà si tratta di 3 isole, di cui una, denominata “l’Ottagono“ per la sua forma, è artificiale e fu realizzata nel 1380 a scopo difensivo. L’isola maggiore, che ospita tutti gli edifici, è collegata da un ponte all’isola minore, che presenta solo una ricca vegetazione. Spesso identificata come “isola maledetta” o “isola infestata dai fantasmi”, in realtà la sua vera storia non ha nulla a che vedere con questi argomenti.
Un pò di storia
La storia di Poveglia è piuttosto travagliata. I primi insediamenti sull’isola risalgono al VI secolo, ad opera degli esuli dall’entroterra che fuggivano dalle razzie dei barbari. Ben presto divenne un borgo e tra gli anni 809 e 810 ebbe una parte importante nella resistenza di Malamocco, allora “Metamauco“, assediata dai Franchi. Per questo motivo la Serenissima esentò i suoi abitanti dal pagamento delle tasse e dal servizio militare, per circa mezzo secolo.

Durante il IX secolo Poveglia divenne una florida comunità, che si occupava di pesca e salinatura, e con ottimi rapporti commerciali con la vicina Pellestrina. Circa 200 famiglie veneziane vi si trasferirono nel 864, dopo l’uccisione del Doge Pietro Tradonico a cui erano fedeli, e ben presto la comunità si ingrandì, acquisendo sempre più privilegi.
Nel 1339 con delibera del Maggior Consiglio divenne podesteria, con giurisdizione anche su Malamocco e Pellestrina. In seguito alla Guerra di Chioggia del 1379, tra veneziani e genovesi, Poveglia divenne un avamposto militare e i civili dovettero lasciare l’isola, che fu occupata e devastata dai genovesi. Da allora, il destino di Poveglia iniziò ad essere associato sempre più ad eventi negativi, fino ad essere etichettata recentemente come isola maledetta o isola infestata.
Perché di Poveglia si dice isola maledetta?
In realtà, i numerosi articoli sull’argomento che si trovano abitualmente in rete e che negli anni hanno alimentato questa sua nomea, sono pura speculazione mediatica e non hanno fondamenti storici. La Serenissima si interessò diverse volte al recupero dell’isola, offrendola a diverse comunità, inclusi gli eredi dei povegliotti originari, senza risultato. Data la sua vicinanza al porto di Malamocco, nel XVII secolo fu destinata a stazione per il rimessaggio e luogo di sosta delle imbarcazioni. Dal 1782 fu assegnata al Magistrato alla Sanità, e le sue strutture servirono al controllo di uomini e merci per la quarantena marittima, istituita a Venezia nel lontano 1468 e che diede origine al termine usato tutt’oggi.
Le cronache del tempo non fanno menzione del suo utilizzo come luogo di abbandono degli appestati o di fosse comuni, come sostiene un certo tipo di letteratura spicciola. Durante le epidemie di peste altri luoghi erano preposti a questo, come il Lazzaretto Vecchio e il Lazzaretto Nuovo. Soltanto in 2 occasioni, nel 1793 e nel 1798, quando la peste a Venezia non c’era più ma in Europa ancora si contavano gli ultimi casi, Poveglia ospitò gli equipaggi di due imbarcazioni con sintomi di peste, tra i quali vi furono solo 20 morti in tutto, di cui si conoscono nomi e cognomi.

Una lapide, con l’iscrizione tradotta dall’archeologa Paola Sfameni in “Non disturbare. I morti per contagio in vita qui riposano.” ricorda semplicemente il luogo di sepoltura di questi 20 poveri derelitti. Ma qualcuno sostiene che l’incisione nasconda un altro significato, ovvero che nel terreno dell’isola siano stati bruciati e seppelliti centinaia se non migliaia di cadaveri.
Ad aumentare la fama di “isola maledetta“ vi fu il sospetto, mai confermato, che la struttura costruita nel 1922 per accogliere gli anziani di cui nessuno si occupava, fosse in realtà un manicomio e luogo di oscuri esperimenti. In realtà i manicomi a Venezia erano 2, San Servolo e San Clemente. Quello di Poveglia era un semplice gerontocomio che, come tutti gli ospedali, aveva anche un reparto psichiatrico. Qualcuno inventò e fece girare anche la storia del medico posseduto dagli spiriti, che lo obbligarono a suicidarsi gettandosi dal campanile della chiesa, storia che ovviamente non ha alcun fondamento oggettivo.



Come se non bastasse, nel 2009 fu girata a Poveglia una puntata della serie Ghost Adventures (in italiano Cacciatori di fantasmi), durante la quale i cinque ragazzi americani fuggirono dall’isola in preda all’isteria. Ai Vigili del Fuoco chiamati in loro soccorso, dichiararono di essere stati testimoni di fenomeni paranormali. Prima di loro, nel 2001, un’altra serie americana di Fox Channel girò un documentario su Poveglia, sostenendo che l’isola era infestata dagli spiriti del suo tragico passato. Per calcare ulteriormente la mano, fu chiesta la partecipazione alla puntata niente meno che di Linda Blair, la protagonista del fim “L’Esorcista”.
Lo studioso di storia veneziana Alberto Toso Fei, conferma quanto fin qui riportato e afferma che non esistono leggende o racconti locali che parlino di fantasmi relativi all’isola di Poveglia. Citando la sue parole, in merito all’intervista pre puntata fattagli dalla troupe della Fox Channel: “Non gli importava nulla né della storia, né della letteratura o della tradizione scritta e orale di Venezia. Avevano scelto quell’isola per girare un documentario sui fantasmi di Venezia, mescolando un po’ di tutto a casaccio, e così han fatto … non c’era nulla da fare. Loro volevano soltanto truculente storie di spettri. Ho capito che, se non c’erano, se le sarebbero inventate. E lo hanno fatto“.
Oggi è facile costruire una storia su un luogo che ben si presta, per la sua vicinanza con Venezia, che di misteri e fantasmi ne racconta, per il suo passato travagliato e per le sue strutture abbandonate. Poveglia era un buon punto di partenza, il circo mediatico del web ha fatto il resto. Se infatti provate a cercare articoli su Poveglia e i suoi presunti fantasmi, che siano antecedenti gli anni 2000, non ne troverete, e questo dovrebbe già dire tutto. Ovviamente a chi vuol credere il contrario lascio la sua opinione.
L’isola di Poveglia ufficialmente è vietata al pubblico, ma si possono comunque richiedere particolari autorizzazioni al comune di Venezia almeno 10 mesi prima. Il motivo non sono certo i fantasmi, ma la pericolosità delle strutture fatiscenti: dal1968, anno in cui la struttura sanitaria fu chiusa, Poveglia è abitata solo dall’incuria e l’abbandono, non dai fantasmi. Indipendentemente dalle storie che le sono state associate, della vendita di Poveglia a privati e associazioni da parte del Demanio, si parla da almeno 25 anni, con fasi alterne, progetti, entusiasmi popolari e mai nessun risultato. E forse la sua vera e sola maledizione è proprio questa.
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