L’affascinante storia della “chiocciola”
La chiocciola, detta anche “a commerciale”, è oggi uno dei simboli più usati in tutto il mondo, ma ha alle spalle una lunga storia.
Sapevate che il famosissimo simbolo della “chiocciola” è nato a Venezia?
Molti pensano che la chiocciola, quel piccolo simbolo che usiamo ogni giorno, sia nata con l’avvento della eMail, dato che non esiste indirizzo di posta elettronica che non la contenga. Pochi sanno invece che questo logogramma, usatissimo ai giorni nostri, in realtà ha origini antichissime. La sua storia inizia in pieno Medioevo, quando a Venezia ci si inventò una peculiare unità di misura che permettesse equità nelle compravendite: la “@” per l’appunto.
Dal punto di vista grafico, quella @ stava a simboleggiare un’anfora. Anticamente l’anfora era infatti l’unità di misura universale, del peso nel caso di oggetti solidi o della capacità nel caso dei liquidi. I mercanti Veneziani usavano molte abbreviazioni nei loro registri, vista la mole di merce che ogni giorno dovevano caricare e scaricare dalle navi. Quindi usavano la chiocciola per abbreviare la formula “contenuto in…”. Ad esempio, vino5@ stava a significare 5 anfore di vino.
Si presume che a dare origine a questo simbolo fu la lettera “à”, dove l’accento fu via via allungato a circondare l’intera lettera, come la conosciamo.


La chiocciola è stata poi utilizzata nel commercio per tantissimi anni, fino all’epoca moderna. La @ era presente anche nelle macchine per scrivere Lambert, con il significato “al prezzo di” o in inglese “at“. Con l’avvento dei computer, questo simbolo è stato portato anche sulle tastiere moderne ed inserito nel set dei caratteri ASCII.
Ma la vera svolta fu nel 1971 quando l’ingegnere americano Raymond Samuel Tomlinson inventò la posta elettronica. Per indicare il posto dove il messaggio di posta sarebbe dovuto arrivare, il simbolo della @ fu preso come preposizione di luogo. Anche l’antico significato di “contenitore” della @ è stato così mantenuto. Infatti la chiocciola indica il “dominio“, che in gergo informatico definisce lo spazio che “contiene“ quell’indirizzo.
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